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venerdì, 30 novembre 2007

Multa ad Acea per gare truccate

Coordinare le strategie commerciali di Acea e Suez Environment, tra loro concorrenti, nel settore delle gestioni idriche, attraverso la partecipazione congiunta alle gare dirette per l’affidamento del servizio o alle procedure per l’assunzione di partecipazioni di controllo di imprese affidatarie dello stesso relative ad un numero significativo di Ambiti Territoriali Ottimali. Questa l’accusa dell’Antitrust alle due imprese, che si sarebbero accordate a partire dal 2001 condizionando l’esito di quasi un quarto delle gare per la gestione dei servizi idrici a livello nazionale oltre ad incidere significativamente su altre procedure di gara poi aggiudicate ad altri soggetti. Per questo l’Autority ha comminato ad Acea una multa da 8,3 milioni di euro. L’Antitrust ha anche analizzato il contenuto di una clausola del atto parasociale, relativo alla gestione di Publiacqua, previsto nella gara per l’acquisizione del 40% della stessa, che prevedeva una scambio di informazioni tra Acea, Suez Environment e Publiacqua sulle reciproche strategie di partecipazione a gare. Tale clausola è stata ritenuta contraria alla concorrenza e dunque ne è stata imposta l’eliminazione.

Intanto nei giorni scorsi il Senato ha approvato definitivamente la moratoria che blocca nuovi affidamenti nella gestione del servizio idrico, fino ad approvazione della nuova normativa in materia. (Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor)

Postato da: robycuda a 16:01 | link | commenti
aziende, economia italiana, economia internazionale

giovedì, 29 novembre 2007

Spesa militare Usa, come durante la Guerra Fredda

Il budget destinato alla difesa dalla presidenza Bush per il 2008 è di 505 miliardi di dollari. Lo stesso, aggiornato all’attuale costo del denaro, di quello di Regan nel 1988, in piena Guerra Fredda.

Più o meno quanto spende, in totale, tutto il resto del mondo. Lo sostiene Richard K. Betts, direttore dell'Istituto di Studi di Guerra e Pace Saltzman  alla Columbia University, in un articolo sul numero di novembre/dicembre di Foreign Affair (per leggere l'articolo completo http://www.foreignaffairs.org/20071101faessay86605/richard-k-betts/a-disciplined-defense.html).

Colpa dei conflitti in Iraq e Afghanistan? No, non sono comprese nei 505 miliardi. Per le due guerre bisogna aggiungere altri 142 miliardi di dollari. Totale per l'anno prossimo: 647 miliardi, oltre il 25% in più del budget del 1968, nel pieno della guerra in Vietnam.

E non è ancora tutto. Al conto bisogna aggiungere anche i 46 miliardi di dollari destinati al nuovo dipartimento per la sicurezza interna (Department of Homeland Security), whose functions would be handled by the Defense Ministry in many other countries.

La somma totale che gli Stati Uniti oggi, in tempo di “pace”, destinano alla guerra, è di 693 miliardi di dollari, il 4,2% del Pil (prodotto interno lordo) americano.

Fonte: Foreign Affair, Osservatorio Finanza

Postato da: robycuda a 10:52 | link | commenti (1)
economia internazionale, banche e armi

lunedì, 26 novembre 2007

Non si ferma la corsa di Finmeccanica

Bilancio in crescita per Finmeccanica, la principale società italiana del settore militare e che ha quale azionista di riferimento il Ministero dell'economia. Nei primi nove mesi del 2007 rispetto al medesimo periodo 2006, i ricavi sono aumentati di quasi 600 milioni di euro ( 7% ) superando la soglia dei nove miliardi di euro. L'utile netto dei primi nove mesi 2007 è cresciuto del 51%, salendo a 294 milioni rispetto ai 195 milioni dell'esercizio precedente, escludendo gli effetti di operazioni

straordinarie (plusvalenze). Il portafoglio ordini, oltre 36 miliardi di euro, equivale a tre anni di produzione, con nuovi importanti contratti attesi per la seconda parte dell'anno. Gli investimenti per ricerca e sviluppo sono stati pari ad oltre 1,3 miliardi (+3%). Anche il numero dei lavoratori è cresciuto, fino a sfiorare i 60.000 addetti (+3%). I mercati finanziari hanno reagito positivamente alla diffusione della trimestrale della società e le azioni sono risalite in borsa di oltre il 3%.

Le componenti del Gruppo che più hanno contribuito ai risultati positivi sono state l'elicotteristica , l'aeronautica e l'energia. Al primo posto Agusta Westland, azienda leader mondiale degli elicotteri, con più di due miliardi di ricavi e 200 milioni di utili (+16%). La società ha vinto una commessa nel mese di settembre per la fornitura di 51 elicotteri all'esercito turco, un affare da 1,2 miliardi di euro. Una commessa che dovrebbe essere bloccata, visti i venti guerra che soffiano sul confine fra Turchia e Iraq, almeno secondo le associazioni aderenti al cartello Rete Italiana Disarmo e Rifondazione Comunista. Ma dal Governo non è arrivato nessuno stop, nonostante la legge 185 che disciplina il commercio delle armi vieti tali vendite.

Per l'aeronautica, Alenia ha registrato 1,5 miliardi di ricavi (+13%) e 106 milioni di utili (-8%). Nel settore militare è da evidenziare che Selex, la società che si occupa di elettronica ha visto una contrazione degli utili (-5%) ed una sostanziale conferma dei ricavi a 2,5 miliardi circa (+1%). Per

Finmeccanica Selex ha avuto risultati inferiori alle aspettative. Positivo invece l'andamento di Ansaldo energia, con un utile di 46 milioni ( +21%).

Una crescita che deve ringraziare anche la politica: nella finanziaria approvata pochi giorni fa dal Senato le spese per la difesa aumentano, ma non c'è traccia della volontà di concretizzare il principio della riconversione, previsto dalla legge 185. La proposta di tagliare le spese per gli investimenti militari e destinarli alla costituzione dell'Agenzia della riconversione produttiva dal militare al civile non è stata ascoltata. (da Nigrizia, Luciano Bertozzi)

Postato da: robycuda a 17:23 | link | commenti
aziende, economia italiana, economia internazionale, banche e armi

Finanziaria: aumentano ancora i soldi per gli armamenti

La Difesa per il 2008 avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro: un aumento di risorse dell’11% rispetto alla finanziaria del 2007 che già aveva aumentato il bilancio militare del 12%. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23%, investiti in strumenti di morte come gli F35 e le fregate Fremm. Gli F35 (i cosiddetti Joint Strike Fighter) sono i nuovi aerei da combattimento (costano circa 110 milioni di euro ciascuno). Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto, a Washington, lo scorso febbraio, il protocollo di intesa. Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009, 918 milioni per il 2010, 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012. Altrettanto è avvenuto per le fregate Fremm e per i satelliti spia.

Postato da: robycuda a 11:55 | link | commenti (1)
economia italiana, economia internazionale, banche e armi

Vicenza: non alla bonifica a uso militare. Facciamo pressione sulla Strago Srl

Pubblichiamo di seguito l’appello della Rete Lilliput di Vicenza per fare pressioni sulla Strago perché rinunci alla bonifica per l’allargamento della Base Militare Usa.

AIUTACI ANCHE TU A BLOCCARE I LAVORI DI BONIFICA BELLICA ALL'AEROPORTO DAL MOLIN DI VICENZA PER LA NUOVA BASE OPERATIVA SETAF (Militari USA) .

TELEFONA, MANDA FAX O EMAIL ALLA DITTA "STRAGO SRL" DI POZZUOLI (NAPOLI) INFORMATI, CHIEDI CHE RECEDA DAL CONTRATTO E CHE SI RITIRI DAI LAVORI FINTANTOCHE' L'AREA INTERESSATA NON VENGA DESTINATA AD USI CIVILI.

***TELEFONA ANCHE TU!***: DALLE ORE 8.00 ALLE ORE 19.00 E OGNI GIORNO SUCCESSIVO

Tel: 081 - 5240611 Fax: 081 - 5264583; Geom. Massimo Morici - 081 524 0618 morici@strago.it

SE LO FAI NOTIFICALO con un email a: mailto:PIPPOMAGNA@LILLINET.ORG; OPPURE UN SMS AL NUMERO: 335 72 660 97 ***E' IMPORTANTE!***

CONVINCI almeno altre 5 persone a fare lo stesso, se ti serve documentazione in più faccelo sapere, saremo felici di risponderti.

Concedici 5 minuti per spiegarti di cosa si tratta...

La ditta Strago Srl è la ditta titolare dell'appalto per lo sminamento del nostro aeroporto, bombardato dagli statunitensi nel novembre del 1944.

Lo sminamento fa parte, ed è il primo tassello, nella costruzione di una NUOVA BASE OPERATIVA SETAF (Militari USA) presso l'aeroporto stesso.

E' molto complesso da spiegare in un email tutti i dettagli realtivi a quest'opera nefasta, fattostà che la sua realizzazione è una autentica tragedia per la provincia di Vicenza e in seconda istanza anche per Padova e Rovigo ma soprattutto per la Pace Mondiale.

MOTIVAZIONI DELLA PROTESTA (è solo una breve sintesi, per ognuna delle motivazioni riportate possiamo fornire un'ampia e dettagliata documentazione):

Chiediamo un immediato ritiro dai lavori di bonifica dell’aeroporto Dal Molin poiché l’opera è altamente lesiva:

1- Dei delicati equilibri idrogeologici della falda acquifera che fornisce acqua di grande qualità ad almeno 3 province.

2- Della già compromessa urbanizzazione della città di Vicenza. E dei suoi sottoservizi (acqua, luce e gas).

3- Della sicurezza degli abitanti di Vicenza e ancor di più di quelli della zona limitrofa.

4- Della (negata) partecipazione dei Vicentini a scelte prese sopra le loro teste e destinate a sconvolgere le loro vite.

5- Della Pace Internazionale, della legalità e della sovranità nazionale calpestata da accordi internazionali mai passati per l’approvazione in parlamento e che da 60 anni condizionano l’autodeterminazione dell’Italia in politica estera e difesa.

PERCHE' UNA PROTESTA COSI' DIRETTA?:

Ricordiamo che nessuno ha nulla contro i lavoratori della Strago Srl, che hanno tutto il diritto di cercare lavoro come meglio credono, ma al tempo stesso noi Vicentini abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci da un'aggressione esterna e da chiunque ne sia coinvolto.

Nel pieno rispetto dei lavoratori della Strago Srl quindi ricordiamo che l'unica difesa che conosciamo è quella NONVIOLENTA, anche se ferma e magari impopolare.

LA BASE OPERATIVA SETAF PRESSO IL DAL MOLIN SAREBBE IL PIU' GRANDE ABUSO EDILIZIO MAI REALIZZATO A VICENZA...

Perché una ditta con un curriculum d’eccezione per quel che riguarda le proprie competenze dovrebbe adoperarsi per un lavoro necessario ad un’opera tanto iniqua e lesiva?

Dal sito della STRAGO srl si legge che la ditta esegue lavori e servizi dedicati alle opere d’arte, alla sicurezza, alle infrastrutture dei sottoservizi urbani, tutte opere utili e diffuse sull’intero territorio Italiano.

Perché deturpare la propria reputazione su scala nazionale una volta rivelata la compartecipazione al progetto per sconvolgere Vicenza?

Il valore di una ditta si riconosce anche dalle scelte etiche e morali che è in grado di mettere in campo e da quanto le sa valorizzare.

CHIEDIAMO:

1- SI’ alle bonifiche a scopi civili e NO a quelle con scopi militari.

2- la completa non-collaborazione della STRAGO srl alla realizzazione di un opera di guerra.

3- l’obiezione di coscienza dei lavoratori della STRAGO srl

RETELILLIPUT - NODO DI VICENZA (ADERENTE AI "MOVIMENTI NO DAL MOLIN").

Postato da: robycuda a 11:50 | link | commenti
appuntamenti, aziende, economia italiana, economia internazionale

lunedì, 19 novembre 2007

Un ritratto dell’Ing. Ligresti

Ecco il ritratto di uno degli uomini forti della finanza nostrana, l’Ingegner Salvatore Ligresti, fatta da Report domenica scorsa. Per la cronaca l’ingegnere è il grande capo di Fondiaria-SAI, tra i maggiori gruppi assicurativi del Paese e partecipa attivamente ai più grossi progetti immobiliari a Milano e non solo, tra cui il contestato progetto sulla ex Fiera attraverso la cordata City Life. Mi chiedo solo perché i comuni continuino ad affidargli nuove opere. Grazie sempre a Report, che ci ricorda in quali mani ci tocca vivere.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Dietro ai maggiori progetti per la Milano del futuro ci sono gli americani di Hines e le società del gruppo Ligresti attraverso Sai Fondiaria, Milano Assicurazioni, Premafin e Immobiliare Lombarda.

 

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE

Ligresti sicuramente ha un’esperienza nel settore immobiliare poi è anche una persona con una grande passione per l’immobiliare quindi, come è giusto che sia... (…)

 

DAL TG LOMBARDIA DEL 16/07/1992

“Salvatore Ligresti: Ligresti è stato arrestato dai carabinieri. L’accusa è quella di corruzione aggravata e continuata in concorso”.

 

DAL TG1 DEL 16/11/1992

“Ieri al costruttore  è stato notificato un nuovo ordine di custodia cautelare. Il reato contestato è abuso d’ufficio a scopo patrimoniale in relazione alla vendita di questi 2 palazzi al Ministero delle Finanze. Ligresti, che si trova in stato di detenzione da 4 mesi, sino ad ora ha ammesso il pagamento di tangenti per la metropolitana ma non ha mai voluto spiegare la provenienza di quei soldi”.

 

DAL TG LOMBARDIA DEL 16/07/1992

“Gli interessi di Salvatore Ligresti non conoscono confini. In 20 anni di attività, Mr. prezzemolo alias Signor 5%  per la sua abitudine di acquisire partecipazioni, ha costruito un impero da 4 mila miliardi partendo dal nulla. I suoi soci si chiamano Pirelli, De Benedetti, Ferruzzi. Ligresti fa parte del sindacato di controllo di Mediobanca”.

“Le attività del gruppo Ligresti si estendono inoltre nel settore della sanità privata in Lombardia e in quello alberghiero in Italia. Il gruppo Ligresti ha inoltre realizzato gran parte del cosiddetto Piano Casa di Milano, la costruzione cioè di migliaia e migliaia di alloggi di edilizia economico-popolare per contenere l’emergenza sfratti nel capoluogo lombardo”.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Sui fatti relativi agli anni di “mani pulite”, Ligresti ha pagato il suo conto con la giustizia e ha riacquistato i requisiti di onorabilità.

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Ecco questi sono i tipici palazzi costruiti dal gruppo Ligresti, ce ne sono praticamente alle porte di Milano in ogni angolo della città. Questa è la Via Ripamonti, che è una delle vie nelle quali più sono presenti questi palazzi che si possono vedere. Alcuni sono stati venduti ad enti pubblici, uno dell’Inps e ad altre società pubbliche e questa bretella è stata costruita, io ero in consiglio comunale anche in quel tempo, e ricordai che la chiamavo la “Bretella Ligresti” perché era fatta per servire tutti i suoi terreni.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

I nodi al pettine del Piano Casa degli anni ‘80 stanno arrivando adesso. Siccome c’era emergenza abitativa il comune di Milano aveva fatto costruire, in questa zona, sui terreni agricoli, gran parte di proprietà di Ligresti, a patto che una percentuale venisse affittata ad equo canone. Ma alcuni consiglieri di opposizione hanno scoperto solo oggi che la convenzione non è stata rispettata.

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

E fatta la legge trovato l’inganno, perché? Che cosa accade? Che questi alloggi poi in realtà non vengono affittati al prezzo di affitto previsto dalle convenzioni. Non si rispettano le convenzioni.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Gli inquilini sono stati avvisati e si sono rivolti al Sunia, che ha fatto causa. E il 17 luglio il  Tribunale gli ha dato ragione.

 

BERNARDO IOVENE

L’immobiliare lombarda deve restituire i soldi agli inquilini?

 

LINA CALONGHI - AVVOCATO SUNIA

L’immobiliare lombarda dovrà restituire a tutti gli inquilini la differenza fra il canone corrisposto e l’equo canone dovuto. Sicuramente se il comune avesse controllato, non saremmo arrivati alla causa nel senso che il comune avrebbe potuto pretendere l’applicazione della convenzione.

 

BERNARDO IOVENE

Lei che è avvocato, questo fatto come lo chiama, insomma come si chiama?

 

LINA CALONGHI - AVVOCATO SUNIA

Da parte dell’amministrazione comunale c’è sicuramente un’omissione di un dovere di controllo.

 

BERNARDO IOVENE

E da parte del costruttore?

 

LINA CALONGHI - AVVOCATO SUNIA

Da parte del costruttore, io mi occupo di diritto civile, diciamo che questo è un grosso imbroglio. (…)

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Ma forse il caso più clamoroso è quello di questo palazzo che abbiamo alle nostre spalle, cioè un residence che nei patti stipulati con l’amministrazione comunale doveva essere un residence per studenti. Quello che doveva essere un residence per studenti è diventato un vero e proprio hotel. Un residence riservato al privato, che aveva avuto e anche ottenuto una classificazione autorevole a 4 stelle. (…)

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Dopo varie interrogazioni l’Immobiliare Lombarda è stata costretta ad affittarlo all’università Bocconi a prezzi di convenzione.

 

BARBARA ORLANDO - UFFICIO STAMPA UNIVERSITA’ BOCCONI

I primi studenti sono entrati ad aprile. Attualmente noi abbiamo 376 camere e questo è il primo anno accademico vero.

 

BERNARDO IOVENE

Ho capito, quanto costa?

 

BARBARA ORLANDO - UFFICIO STAMPA UNIVERSITA’ BOCCONI

Allora...la locazione, solo la locazione sono circa 250 euro.

 

BERNARDO IOVENE

Ho capito. E prima invece quanto costava una stanza qui?

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Mah, le voci che abbiamo raccolto noi erano nell’ordine di 10 volte tanto, cioè 2700 euro al mese.

 

BERNARDO IOVENE

Il comune non controlla? Cioè, se non c’eravate voi dell’opposizione questo restava un albergo a 4 stelle? (…)

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Posso dire una cosa che può sembrare incredibile: noi oggi abbiamo 2 assessorati che si rimpallano l’un l’altro la responsabilità di vedere, verificare l’attuazione delle convenzioni. In effetti l’ingegnere in questione credo che abbia oggi un contenzioso con l’amministrazione per 49, almeno 49 situazioni. (…) Cioè convenzioni non rispettate, non ottemperate.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Ad esempio anche in via Adriano non si poteva costruire, ma alla società del gruppo Ligresti Grassetto, fu concesso di fare questi palazzi purché una quota fosse destinata ad equo canone agli sfrattati, solo che queste case non avevano l’abitabilità e dopo 12 anni gli inquilini hanno avuto una sorpresa.

 

INQUILINO 1

Abbiamo scoperto, nel 2002, quando ci hanno dato lo sfratto che una certa convenzione prevedeva 12 anni e poi o acquistare o uscire.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Le case sono andate in vendita, con abusi edilizi, cedimenti strutturali, oneri di urbanizzazione non ancora portati a termine e l’abitabilità con presa d’atto dal comune. Inoltre la convenzione con il comune prevedeva “ti faccio costruire, dove prima non si poteva, ma tu mi fai un parco pubblico e interri le linee elettriche”. Condizioni non rispettate.

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Non sono state rispettate le convenzioni, non sono stati fatti i lavori di riqualificazione del quartiere come era necessario. Si sono solo venduti degli alloggi e si sono ricavati gli affitti per tanti anni in abitazioni che non avevano neppure l’abitabilità.

 

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Le convenzioni in giro per la città sono tante e ci sono decine di contenziosi fra il comune e l’ingegner Ligresti, che è tornato ad essere il grande costruttore, anche perché buona parte dei terreni sono suoi. Per esempio una  parte significativa  della zona a sud di Milano, quella dichiarata Parco Agricolo da una legge regionale del 2000 costata 30 anni di lotte da parte degli urbanisti e che comprende 21 comuni. La prima cessione di verde fu fatta dal comune di Milano all’Istituto Europeo Oncologico, la struttura privata del professor Veronesi. Poi è arrivata la variante per un centro congressi e una struttura alberghiera, che costruisce la Imco, di Ligresti. E sempre sui suoi terreni si progetta il futuro.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

L’unica zona libera è a sud di Milano, dichiarata Parco Agricolo da una legge regionale nel 2000. Una legge, conquistata dopo 30 anni di lotte da parte degli urbanisti. Buona parte di  questi terreni appartengono alle società del gruppo Ligresti. La prima cessione di verde fu fatta dal comune all’Istituto Europeo Oncologico, la struttura privata creatura del professor Veronesi. Poi è arrivata la variante per un centro congressi e una struttura alberghiera. I lavori sono appaltati a Imco, del gruppo, Ligresti. Oggi sempre nell’area del Parco Sud, sui terreni agricoli di Ligresti, comune regione e provincia hanno predisposto un accordo di programma per il CERBA, il Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata.

 

GIANNI BELTRAME - URBANISTA

Alleanza che vede il professor Veronesi mettere il suo nome di alto valore scientifico e il proprietario delle aree, Salvatore Ligresti, che vede in quest’iniziativa la possibilità di svincolare dalla destinazione agricola che gli dà il parco, le sue aree e quindi farle diventare in certa misura edificabili. Ma perché un’iniziativa del genere deve essere collocata proprio in un parco agricolo regionale?

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Da questo documento della regione Lombardia si legge che l’ingegnere, in qualità di proprietario delle aree, partecipa alle riunioni per la realizzazione del progetto Cerba con Formigoni, il presidente della provincia Penati, l’assessore del comune Masseroli, il presidente del parco sud e Veronesi.

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Addirittura le aree potessero essere cedute dal gruppo Ligresti e in cambio si sarebbe fatto un parco Ligresti attorno all’istituto oncologico.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Certamente Ligresti è persona riservata, non concede interviste ed è molto attento a ciò che si dice di lui. In una querela si legge che “avendo espiato le sue colpe e ottenuto piena riabilitazione, deve essere trattato al pari dei grandi imprenditori”. Si è sentito diffamato da 2 interventi nell’ aula del consiglio comunale da Ugliano e Rizzo, i due consiglieri che hanno tirato fuori la storia delle convenzioni non rispettate e ai quali chiede 1 milione di euro ciascuno.

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Devo dire però che sorrido su questo anche se lo giudico una cosa gravissima perché in realtà l’ingegnere Ligresti sa che non ha nessuna possibilità di vincere questa causa ma lo fa per intimidire.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Rizzo ci spiega che  anche negli anni ‘80 Ligresti godeva, come documenta questa vignetta,  di appoggi in tutti gli schieramenti, ed erano in pochi a battersi in consiglio comunale contro le concessioni che gli venivano fatte.

 

BASILIO RIZZO - CONSIGLIERE COMUNALE

Addirittura non veniva nominato l’ingegner Ligresti. Quando parlavo in consiglio comunale, chi mi rispondeva rispondeva: “Quel signore che ha nominato Lei” perché non si faceva neanche il nome, non si aveva neanche il coraggio di fare questo nome eppure tutti sapevano, anche gli altri imprenditori, perché gli altri imprenditori si accorgevano che a lui erano consentite cose che agli altri non erano consentite.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Se Milano sarà preferita a Smirne, ci sarà l’Expò nel 2015. L’area destinata all’esposizione è vicina alla nuova Fiera, in parte è della fiera stessa e in parte è del costruttore Cabassi.  Confina con questa zona che è un parco agricolo, il parco di Trenno. L’Expò è un’opportunità che Milano non vuole perdere, Arriveranno 14 miliardi di euro di finanziamenti. Anche i Verdi sono disposti a votare a favore, ma a un patto.

 

ENRICO FEDRIGHINI - CONSIGLIERE COMUNALE

E ho chiesto appunto di salvaguardare e mantenere inalterate nessun nuovo intervento sulle aree, attualmente verde agricolo. Mi è stato respinto come inaccettabile quindi io, sebbene non... (…) Chiaramente un evento di quel tipo lì implica delle varianti urbanistiche. Il fatto che si sia voluto respingere un emendamento che avrebbe salvaguardato queste aree, significa che evidentemente ci sono disegni di diversa natura.

 

BERNARDO IOVENE

Ma di chi è quest’area, di chi è quest’area?

 

ENRICO FEDRIGHINI - CONSIGLIERE COMUNALE

Quest’area fa parte di una società legata al gruppo finanziario riconducibile alla famiglia Ligresti.

 

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO

Dunque a Milano si torna a costruire, la città è in mano ai proprietari dei terreni e secondo gli urbanisti sono loro a decidere il piano di sviluppo.

 

GIUSEPPE BOATTI -PROFESSORE DI PROGETTAZIONE URBANISTICA POLITECNICO DI MILANO

Nessuno pensa al fatto che la sommatoria di queste operazioni immobiliari produrrà, tra 20 anni, tra 30 anni, tra 40 anni, un sistema completamente invivibile.

Postato da: robycuda a 08:57 | link | commenti
aziende, economia italiana, trasporti e mobilità

domenica, 18 novembre 2007

Enel esporta il nucleare e rifiuta il dialogo con la società civile

Il sit in della Campagna Stacca la Spina, a cui hanno partecipato una decina di esponenti della società civile bulgara, tenutosi aualche giorno fa davanti alla sede dell’ENEL, si è concluso con il netto rifiuto della società elettrica italiana ad aver un benché minimo dialogo con i manifestanti.

Gli attivisti, dopo aver consegnato una lettera nella quale esponevano le loro perplessità in merito al coinvolgimento dell’Enel per la centrale nucleare di Belene, in una zona altamente sismica della Bulgaria, hanno atteso a lungo di poter parlare di persona con i responsabili della comunicazione della stessa Enel. “Non abbiamo nessuna intenzione di dialogare con nessuno di voi”, è stata la risposta che si sono sentiti dire i promotori del sit in.

Val la pena rammentare che l’Enel ha intenzione di investire 7 miliardi di euro per la costruzione della centrale nucleare sul terreno sismico di Belene, in Bulgaria, e 1,8 miliardi per la realizzazione di due reattori di tecnologia sovietica obsoleta a Mochovce, in Slovacchia.

“E’ scandaloso che l’Enel si sia rifiutata di ascoltare le nostre ragioni, non volendo accogliere la delegazione composta da attivisti italiani e bulgari” ha affermato Carlo Dojmi della campagna Stacca la spina.

“Siamo venuti fin dalla Bulgaria nella speranza di poter discutere con la compagnia che a breve lascerà nel nostro paese scorie nucleari ed importerà in Italia energia elettrica” ha detto Denitza Petrova del Green Policy Institute, Ong bulgara che fa parte della No To Belene Coalition. “Evidentemente il dialogo con la società civile non rientra tra le priorità dell’Enel” ha concluso la Petrova. Per ulteriori informazioni: www.staccalaspina.org

Postato da: robycuda a 09:42 | link | commenti
aziende, economia italiana, economia internazionale

venerdì, 16 novembre 2007

India: mandato di arresto per la Clean Clothes Campaign. Accusa: difendono i diritti dei lavoratori

Il tribunale civile di Bangalore ha emesso a fine settembre un mandato di arresto nei confronti di sette esponenti della Clean Clothes Campaign e dell’India Committee of the Netherlands, insieme al provider dei rispettivi siti e al fornitore della linea adsl, al fine di costringerli ad assistere alla prossima udienza del processo in corso che li vede "imputati per diffamazione via internet, razzismo e xenofobia" per aver diffuso informazioni sulle violazioni dei diritti dei lavoratori negli stabilimenti produttivi della FFI/JKPL, terzista indiano di noti marchi, primo fra tutti l’olandese G-Star, ma anche di nomi della moda italiana come Armani e RaRe.

La Fair Wear Foundation, organismo multistakeholder al quale aderisce il secondo maggior committente di FFI, Mexx, ha pubblicato un rapporto sul caso (in .pdf) che giunge alla conclusione che la FFI non solo ha agito in contrasto con le convenzioni internazionali sulla libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva, ma non ha mostrato alcun ripensamento preferendo trascinare in giudizio le controparti anziché trovare un accordo con il sindacato. Dal rapporto emerge inoltre che 85 lavoratori si erano iscritti al sindacato GATWU nell’estate 2006 e in seguito a questo sono stati tutti licenziati. Ciò contrasta con le affermazioni del titolare della FFI secondo il quale non sono mai esistite nelle sue fabbriche rappresentanze sindacali. Mexx ha di fatto sospeso gli ordini alla FFI, ma continua a non voler rendere pubblico il vero motivo della sua decisione, così come non si è impegnata a riprendere i rapporti con il suo fornitore se saranno attuati interventi correttivi. A fare le spese di questo atteggiamento ambiguo sono ovviamente i lavoratori.

Nel corso di una visita di stato, alla presenza di una delegazione governativa olandese al gran completo (dalla Regina, ai Ministri degli esteri e del commercio, e rappresentanti delle associazioni imprenditoriali), il Ministro dell’industria e del commercio indiano Kamal Nath ha accusato la Clean Clothes Campaign e l’India Committee of the Netherlands di diffondere false informazioni sull’industria indiana e di danneggiare l’immagine del paese. Da parte olandese non c’è stata alcuna reazione, malgrado la questione fosse ben nota da mesi al governo. Recentemente lo stesso ministro si è appellato al Commissario europeo al commercio Mandelsson accusando le organizzazioni di costituire “barriere non tariffarie al commercio” che, come tali, andrebbero rimosse. (Fonte: Unimondo)

Postato da: robycuda a 08:15 | link | commenti
aziende, economia italiana, economia internazionale

mercoledì, 14 novembre 2007

Acqua: pubblico è meglio

Per chi pensa (forse la maggioranza) che la gestione privata dell’acqua sia migliore di quella pubblica, può essere utile leggere la ricerca dell’Ufficio Studi di Mediobanca da titolo: “Le società controllate dai maggiori comuni italiani: costi, qualità ed efficienza” (disponibile sul sito www.civicum.it). Prendiamo dal rapporto i dati di tre società: Acea, Hera e Cap Gestione Spa. Le prime due sono a capitale misto pubblico-privato, la prima controllata dal Comune di Roma e la seconda dal Comune di Bologna, entrambe quotate in Borsa, mentre la terza – che gestisce l’acqua di circa 200 comuni della provincia di Milano, Lodi e Pavia - è a capitale interamente pubblico e non quotata. Ebbene, Acea ed Hera risultano perdenti sul piano degli investimenti, dell’efficienza e della produttività, ossia su tutti quegli argomenti che usualmente vengono utilizzati per dimostrare la superiorità dei privati. Entrambe infatti destinano rispettivamente il 15% e il 22% di investimenti per metri cubi di acqua fatturata, contro una quota variabile dal 33% al 64% di Cap Gestione. La società pubblica mostra anche minori perdite: 22%, contro il 24% di Hera e il 32% di Acea. Perfino la produttività è a favore di Cap Gestione, che fattura oltre 475mila metri cubi per addetto, rispetto agli oltre 226mila di Acea e ai circa 121mila di Hera. (Fonte: Il Manifesto, 13/11/2007)

Postato da: robycuda a 16:13 | link | commenti
aziende, economia italiana

Consorte e Sacchetti condannati in secondo grado per insider trading

Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, rispettivamente ex presidente ed ex amministratore delegato di Unipol sono stati condannati a sei mesi di reclusione dal presidente della seconda sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Milano, confermando così la condanna di primo grado. I due sono stati condannati anche al pagamento di 92.500 euro a titolo di risarcimento alla Consob e al pagamento delle spese generali processuali. L’accusa è quella di insider trading - ossia di aver approfittato di informazioni riservate per intascare soldi da operazioni di borsa (vantaggi di cui un risparmiatore normale non poteva godere non avendo le stesse informazioni) – in occasione del rimborso anticipato nel febbraio 2002 delle obbligazioni Unipol con scadenza 2005. L’amico di affari Emilio Gnutti ha invece patteggiato una pena di 140.520 euro in relazione alla sentenza d'appello di Brescia dell'11 ottobre 2005 e l'interdizione dai pubblici uffici per un anno e due mesi. Consorte ha già detto che ricorrerà in Cassazione. “Non ho fatto nulla, ha detto l’ex dirigente. Non c'è alcun elemento che dimostri che abbiamo programmato l’operazione”.

Postato da: robycuda a 16:12 | link | commenti (1)
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