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Ricordando Gandhi
Il 30 gennaio 1948 moriva Mohandas Karamchand Gandhi, padre della nonviolenza e dell’India libera. Gandhi aveva un’idea precisa e profetica dell'economia, che nel caso indiano doveva fondarsi sulle esigenze del villaggio in un quadro di sobrietà, sostenibilità e autoproduzione. Purtroppo non fu ascoltato. Riportiamo di seguito uno dei suoi tanti scritti sull’argomento.
Secondo me l'assetto economico dell'India e, se per questo, del mondo dovrebbe essere tale che nessuno, sotto di esso, avesse a soffrire per mancanza di cibo e di vestiario. In altre parole, ognuno dovrebbe essere in grado di ottenere lavoro sufficiente a consentirgli di provvedere a entrambi.
E questo ideale si potrà realizzare a livello internazionale soltanto se i mezzi di produzione dei beni vitali di prima necessità rimarranno sotto il controllo delle masse. Tali beni dovrebbero essere alla libera portata di chiunque, esattamente come sono o dovrebbero essere l’aria di Dio e l’acqua; non dovrebbero diventare oggetto di traffico per lo sfruttamento degli altri. Un simile monopolio da parte di qualsiasi paese, nazione o gruppo di persone sarebbe ingiusto. Il trascurare questo semplice principio è la causa della miseria di cui siamo testimoni non soltanto in questo sventurato paese, ma anche in altre parti del mondo. (Young India, 15 novembre 1928)
ING esce dal nucleare in Slovacchia. Nessun ripensamento da Enel e Intesa Sanpaolo
Il gruppo bancario e finanziario olandese ING ha comunicato a Greenpeace di aver ritirato la propria partecipazione al progetto Mochvoce, che prevede la costruzione di quattro reattori nucleari il Slovacchia. ING ha preso la decisione dopo aver analizzato le informazioni ricevute da diverse organizzazioni ambientaliste sui rischi del progetto. La banca olandese guidava una cordata di nove banche creditrici, che hanno erogato un prestito di circa 800 milioni di euro, siglato il 23 ottobre scorso, l’85% del quale destinato alle centrali nucleari. Il progetto fu autorizzato nel 1986 dalle autorità comuniste dell’epoca. I lavori si fermarono nel 1994, ma il permesso venne prorogato. Nel 2004 il governo decise di terminare la costruzione, coinvolgendo l’italiana Enel, che comprò il 51% dell’azienda di utility Slovenske Elektrarne, a cui fa capo il progetto.
Provincia di Milano: nel nuovo bando per la Tesoreria ci sono anche criteri etici
Nel bando per l’assegnazione della tesoreria, la Provincia di Milano ha inserito per la prima volta criteri etici. Alle banche che partecipano alla gara, infatti, sarà attribuito un punteggio: a) “sulla base di un’autocertificazione che attesti la non effettuazione di transazioni finanziarie dirette o indirette riguardanti l’esportazione, l’importazione ed il trasporto di materiali di armamento ad uso militare non autorizzate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in relazione alla Legge 185/90 (max 2,5 punti su 100) e b) per la presentazione di un progetto che indichi le azioni e gli strumenti che l’istituto di credito intende adottare per dimostrare che i valori corrispondenti alle giacenze di cassa dell’ente non confluiscano in operazioni concernenti il settore degli armamenti e in altre operazioni o attività lesive della salute, dell’ambiente, della tutela dei minori (max 2,5 punti)”. Mentre il punto a) è abbastanza scontato per non dire inutile (quale banca dichiarerà di non rispettare la legge?), il punto b) rappresenta una piccola novità, benché molto al di sotto di quello che come Coordinamento Nord Sud del Mondo (di cui fa parte il sottoscritto) avevamo chiesto all’Assessore al Bilancio, con il prezioso supporto del consigliere Piero Maestri. Tutto ciò del resto non ha impedito a Intesa Sanpaolo – che ha gestito la cassa provinciale fino ad oggi - di vincere
La trappola delle unit linked
Le unit linked sono prodotti finanziari travestiti da polizze assicurative. Il premio pagato infatti viene investito in quote di fondi comuni di investimento e il rischio viene interamente trasferito sull’assicurato (chiamiamolo così), a meno che siano previste garanzie sul capitale o sul rendimento. Questo è il motivo per cui le assicurazioni emettono in quantità prodotti simili, tanto che unit linked e index linked (prodotti simile agganciati a un indice di borsa) sono al primo posto tra le polizze emesse, ma la cosa curiosa è che la gente continua a comprarli, nonostante le batoste ricevute negli anni scorsi. Anche nel 2007 il 62% di questi prodotti sono andati in rosso, mentre solo il 12% ha superato un rendimento del 2%, quasi completamente eroso dall’inflazione. (Fonte: Plus Sole24Ore, 26/01/2007)
Fiat: 2 miliardi di utili netti, ma per Marchionne gli operai vogliono troppo
La Fiat ha chiuso il 2007 con un utile di gestione pari a 3,2 miliardi, in crescita del 65% rispetto al 2006, un utile netto di 2 miliardi (quasi raddoppiato) e ricavi per 58,5 miliardi (+12,9%). Il debito risulta così praticamente azzerato. L’unico neo, ci ha tenuto a sottolineare l’amministratore delegato Sergio Marchionne, è il recente contratto dei metalmeccanici, che per l’azienda comporterà nuovi costi nel 2010 per 200 milioni di euro (cioè un decimo degli utili netti, oltretutto spalmati nei prossimi due anni) e, soprattutto, una minore flessibilità che scoraggerà gli investimenti nel nostro Paese. Eventuali nuovi investimenti quindi, prenderanno la strada della Polonia o di qualche altro paese, non certo dell’Italia, hanno fatto sapere a Torino. (Fonte: Il Sole 24 Ore, 25/01/2008)
Société Générale scopre buco-truffa da 4,9 miliardi
E’ possibile perdere 4,9 miliardi di euro con i soldi della banca per la quale si lavora senza che nessuno se ne accorga? Un certo Jerome Kerviel ce l’ha fatta e la vittima è nientemeno che Société Générale, che si è trovata posizioni su derivati per almeno 50-60 miliardi di euro in uno dei periodi peggiori per le borse mondiali. Da qui la perdita stratosferica. Kerviel ha solo 31 anni e probabilmente voleva emulare qualche trader spregiudicato, come ce ne sono tanti sul mercato. Prima di lui altri illustri personaggi della finanza mondiale e blasonate istituzioni finanziarie, molto meno sprovvedute, hanno fatto lo stesso.
Gli italiani indebitati diventano la maggioranza
Banche e finanziarie lo ripetono in continuazione: l’Italia ha un tasso di indebitamento molto più basso rispetto ad altri Paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti. Perché indebitarsi è bello, fa girare l’economia e soprattutto gli affari delle finanziarie. Ed ecco che la notizia è arrivata: più di una famiglia su due ha un debito verso banche o finanziarie. Finalmente, siamo tutti più europei. Lo rivela un’indagine di Altroconsumo: su cento italiani intervistati, 56 hanno uno o più finanziamenti in corso. Eppure solo nel 2004 la Banca d’Italia diceva che le famiglie indebitate non superavano il 24%, anche se già nell’ultimo Rapporto Censis (2007) la percentuale era salita al 40 per cento. Naturalmente c’è anche chi non ce la fa a pagare le rate: sempre secondo Altroconsumo, 13 italiani su 100 hanno uno scoperto di conto corrente, mentre il 30% degli intervistati dichiara di aver impegnato più del 33% del proprio reddito per ripagare il finanziamento, ossia la soglia ritenuta “sostenibile” dagli esperti. Quale sarà la media europea di insolvenze? (Fonte: Repubblica)
Il Tfr batte tutti i fondi pensione
Nel 2007 solo 18 linee di investimento sulle 285 offerte dai fondi pensione aperti hanno superato il rendimento garantito del Tfr lasciato in azienda (75% dell’inflazione più 1,5%). La liquidazione ha battuto anche il rendimento dei fondi negoziali aziendali e di categoria – frutto dell’accordo tra lavoratori e datori di lavoro – che si è attestato sul 2,2%. (Fonte: Corriere Economia, 21/01/2007)
Come i fondi obbligazionari si mangiano i soldi dei risparmiatori
Chi ha comprato uno tra gli oltre 50 fondi obbligazionari euro a medio-lungo presenti sul mercato in genere ha finito lui per pagare le banche anzichè incassare il rendimento. Nel 2006 solo 5 fondi su 53 hanno avuto un rendimento netto sopra lo zero. Il 90% di questi prodotti è andato in rosso. Si dirà: colpa dell'andamento dei mercati obbligazionari. Tutto vero, ma non basta. In realtà il bagno di sangue dei fondi obbligazionari che comprano BTp o Bund è determinato dal peso delle commissioni che incamerano le banche. Il costo medio è infatti tra l'1,1 e l'1,2% con punte fino all'1,6% del Ras Obbligazionario T. Metà del guadagno, detto in soldoni, finisce nelle mani di chi investe per voi sui titoli di Stato. E che le cose non siano episodiche lo mostra la striscia dei risultati dell'ultimo triennio. Anche nel 2007 i costi medi finiranno per mangiarsi in oltre due casi su tre l'intera perfomance che ha oscillato in un range tra lo 0,5 e l'1,7%. Solo nel 2005 quando i tassi erano ancora fermi i nostri fondi hanno avuto un rendimento positivo tra il 2 e il 4% medio, comunque al di sotto dell'indice obbligazionario Jpm sul decennale italiano (al 5,7%). (Fonte: Il Sole 24 ore.com)
Intesa Sanpaolo entra nella gestione dell’acqua palermitana
Il 7 gennaio scorso Intesa Sanpaolo ha acquisito il 10,6% del capitale di Acque Potabili, società idrica controllata da Iride (30,8%) e Smat (30,8%). La società sarà chiamata a gestire l’acqua del bacino di Palermo (600mila utenti della provincia, mentre quelli di Palermo città faranno capo all’Amap fino al 2021), sui cui dovranno essere effettuati investimenti per circa 290 milioni di euro. Di questi soldi tuttavia, circa 200 milioni sono già coperti da finanziamenti statali ed europei a fondo perduto. (Fonte: Corriere Economia, 21 gennaio 2008)