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venerdì, 30 marzo 2007

Axa: sulle cluster bombs per ora non si torna indietro

Il Gruppo Axa, uno delle maggiori imprese assicurative e finanziarie europee, risponde alle Ong sul tema delle mine antiuomo e delle “cluster bombs” (bombe a frammentazione che restano in parte inesplose, negli effetti molto simili alle mine antiuomo). Axa dice che dalla produzione di mine antiuomo ha disinvestito dal 2006, sulla scorta della ratifica della Convenzione di Ottawa. Diversa la posizione relativa alle cluster bombs, su cui la compagnia non ha ancora preso una decisione. La Conferenza di Oslo, nella quale un numero crescente di Paesi ha optato per la proibizione di queste armi (tra cui Germania, Francia e UK) “costituirà sicuramente una base su cui la compagnia prenderà nuove decisioni”. In particolare, sui capitali gestiti per conto terzi, la società si impegna a informare i propri clienti sulle regole che intende seguire nella propria politica di investimento, ma senza imporre nulla. Per chi invece non intende impiegare i propri soldi in tali aziende Axa offre un fondo di investimento specifico. D’altra parte, aggiunge la compagnia francese, le cluster bombs sono ammesse dalla Convenzione di Ginevra e non sono illegali. Al tempo stesso chi le produce sono grandi imprese ad alta tecnologia che impiegano solo una piccola parte del processo produttivo nella produzione di tali ordigni. Come dire, il business è redditizio, la legge non lo vieta, lasciateci guadagnare. (Fonte: Axa Group)

Postato da: robycuda a 17:18 | link | commenti
aziende, economia italiana, economia internazionale, banche e armi


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