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Axa rinuncia alle cluster bombs
Il Gruppo assicurativo Axa ha annunciato ufficialmente che ritirerà i propri investimenti da imprese che producono mine antiuomo e cluster bombs. Un annuncio sorprendente, vista la riluttanza mostrata dalla compagnia verso politiche restrittive in tema di armamenti. Axa decise di uscire dal mercato delle mine antiuomo già nel 2006, decisione che verrà ora pienamente implementata. La novità riguarda invece le cluster bombs, sulla quale ha inciso il crescente consenso internazionale verso un trattato di messa al bando, lanciato a Oslo e sostenuto oggi da oltre 60 Paesi.
La campagna “My Money. Clear Conscience?” promossa dalle organizzazioni Netwerk Vlaanderen, Vrede, Vredesactie e Friends of the Earth Flanders & Brussels è riuscita a convincere le cinque maggiori banche del Belgio a disinvestire dalla produzione di mine antiuomo e cluster bombs. Ma a fere pressione su Axa non sono state solo organizzazioni belga, ma anche realtà come Amnesty International FR e Handicap International FR, che nel 2007 decisero di chiudere le polizze in corso con Axa.
La scelta del gruppo assicurativo, tuttavia, riguarda solo gli investimenti diretti, mentre sono esclusi quelli effettuati per conto terzi. In questo modo la compagnia continuerà a foraggiare imprese come Lockheed Martin, ATK e Raytheon. E non si tratta di quote marginali. Nel 2006, il 53% dei 1.315 miliardi di euro di asset gestiti erano per conto terzi. Inoltre secondo le Ong continua a esserci poca trasparenza: Axa non ha fornito alcuna informazione circa le società escluse dagli investimenti.
(Fonte: BankTrack)
