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lunedì, 24 settembre 2007

Le ong: fermate il progetto dell'Agip in Kazakistan

Denunciano "gravi rischi socio-ambientali e per la salute delle persone" e chiedono alla Commissione Europea e al governo italiano "una valutazione completa degli impatti ambientali e sociali del progetto di estrazione del petrolio a Kashagan (Kazakistan) guidato dall’AGIP KCO". E' ciò che emerge dal comunicato di diverse associazioni e Ong che nei giorni scorsi hanno svolto una "missione sul campo" in Kazakistan nei luoghi interessati alle operazioni di estrazione petrolifera della Agip Kazakhstan North Caspian Operating Company N.V. (AGIP KCO). Ad agosto il governo del Kazakistan aveva sospeso le operazioni accusando il consorzio estrattivo di "violazioni ambientali", ma in questi giorni le compagnie petrolifere, il governo italiano e la Commissione Europea stanno facendo pressioni per rinegoziare l'accordo del progetto di estrazione del petrolio a Kashagan che è considerato il più grande giacimento petrolifero degli ultimi trent'anni.

La Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM), Friends of the Earth Europa, Friends of the Earth Francia, CEE Bankwatch e Globus hanno raccolto prove di come le emissioni e la conservazione dello zolfo legato all'estrazione del petrolio "mettano in serio pericolo l'ambiente del Caspio e le comunità locali direttamente impattate dalle strutture di Kashagan". "Nella regione sono già state reinsediate migliaia di persone a causa delle emissioni di anidride solforosa e di altri agenti chimici altamente inquinanti come il mercaptano, elementi che sono presenti in dosi massicce nel petrolio del Caspio del Nord. Proprio la conservazione non protetta di grandi quantità di zolfo è ritenuta una delle principali cause delle piogge acide a livello globale" - riportano le Ong.

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi ha annuciato che sarà in Kazakistan, nella capitale Astana dal 7 al 9 ottobre prossimo. Al centro del viaggio vi sarà proprio il contenzioso insorto fra Eni, che guida il consorzio per lo sfruttamento del giacimento del Kashagan, e il governo kazako che ha minacciato di togliere all'Agip il ruolo di capofila del raggruppamento e ha annunciato una richiesta di danni di 10 miliardi di dollari alle aziende impegnate nello sfruttamento. Al consorzio partecipano Royal Dutch Shell, Exxon Mobil Corp, Total, ConocoPhillips, la giapponese Inpex Holdings Inc e KazMunaiGas. Il vice ministro delle finanze kazako, Yergozhin, ha annunciato che i danni dei ritardi "saranno superiori ai 10 miliardi di dollari per l'intero periodo del progetto". Agip Kco ha infatti posticipato l'inizio della produzione a Kashagan dal 2008 alla seconda metà del 2010 e previsto un aumento dei costi da 57 a 136 miliardi di dollari. (Da: Unimondo)

Postato da: robycuda a 17:24 | link | commenti
aziende, economia italiana, economia internazionale, trasporti e mobilità


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