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Enel nella cordata che distrugge le foreste in Patagonia
Enel fa parte del consorzio, nel quale compaiono anche aziende locali, spagnole e canadesi, che intende realizzare cinque dighe nella Patagonia cilena. Tra queste rientrano anche due sbarramenti sul fiume Baker e tre sul Pascua: entrambi i corsi d’acqua attraversano zone incontaminate e dall’enorme pregio naturalistico in una delle parti più remote della Patagonia cilena, la regione di Aysen. Il Baker ed il Pascua sono detti fiumi “ancestrali”, in quanto da milioni di anni le loro acque partono dalle Ande per poi finire la loro corsa nell’Oceano Pacifico. Si pensi che solo per trasportare l’energia prodotta dalle centrali idroelettriche verso le grandi città del nord del Paese e le industrie per la produzione di rame si prevede l’abbattimento di intere foreste, la cui tipologia si trova solo in quella parte del pianeta.
Le dighe determineranno la formazioni di ampi bacini artificiali – veri e propri laghi – che avranno rovinose conseguenze sulle risorse agricole dai quali dipendono le popolazioni locali, oltre a destabilizzare i delicati ecosistemi della regione. “Dopo l'acquisizione della spagnola Endesa, l'Enel inizia con il piede sbagliato il rafforzamento della sua presenza in America Latina" ha dichiarato
