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Wall Street: la crisi costerà 20.000 posti di lavoro
Entro la fine del 2009 il “credit crunch” produrrà circa 20.000 tagli al personale delle principali istituzioni finanziarie di Wall Street. Lo sostiene il quotidiano britannico Guardian citando un rapporto del New York's Independent Budget Office, un'agenzia specializzata nel monitoraggio delle operazioni della borsa USA.
Secondo l'ente newyorchese, i profitti netti di Wall Street sono crollati dell'80% nel 2007 attestandosi alla quota di 3,2 miliardi di dollari, peggior risultato dal
Colpite dalla crisi dei mutui subprime, molte società del settore si sono già segnalate per l'ampiezza dei tagli. In testa alla classifica compilata da Bloomberg News si colloca Citigroup con 6.200 licenziamenti seguita da Lehman Brothers con quasi 5.000; medaglia di bronzo per Bank of America (3.650). Alla perdita del lavoro fanno seguito situazioni differenti. Per gli amministratori e gli esperti di information technology il ricollocamento può risultare relativamente agevole mentre per i traders e i fund managers la concorrenza risulta particolarmente dura.
Secondo Bloomberg i dati emersi evidenziano il carattere della peggiore crisi dai tempi dell'esplosione della bolla dei titoli internet (la cosiddetta “dot-com bubble”) nel 2001. Le perdite totali dallo scoppio della crisi del mercato subprime si aggirerebbero sui 200 miliardi di dollari. 17.000 sarebbero invece i posti di lavoro “bruciati” nel secondo trimestre 2007. (Fonti: Osservatorio Finanza, Guardian, Bloomberg News)
