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Benetton e la "globalizzazione dolce" (per lui)
Complimenti alla marchetta di Dario Di Vico sul Corriere della Sera di oggi, dove appare una lunga intervista a Luciano Benetton, da qualche tempo paladino dell’imprenditoria sociale dopo una campagna pubblicitaria sul microcredito. Non faremmo questa annotazione se non fossimo citati anche noi, nostro malgrado, laddove dice Di Vico: “E proprio a lui, che odia tutti gli embarghi e si è opposto alla guerra in Iraq, è capitato di diventare obiettivo privilegiato dei blog no global per una storia di indigeni Mapuches e terre acquistate in Patagonia”. Talmente contrario che nel febbraio 2003 venne alla luce il coinvolgimento del suo gruppo nella guerra del Golfo. Così si leggeva su La Repubblica di giovedì 27 febbraio 2003, p. 9: “Milano - Nel dibattito italiano sui preparativi bellici fa irruzione il caso ‘Strada Gigante’: una nave italiana che sta trasportando verso il teatro di guerra materiale bellico per conto delle forze armate britanniche. A fare scandalo - secondo Oliviero Diliberto, leader dei Comunisti italiani - è che la nave sia in parte di proprietà dei Benetton, dinastia dall'immagine storicamente pacifista. ‘Stradablu’, la compagnia armatrice che possiede la nave spiega che i Benetton hanno con la loro ‘21 Investimenti’ una partecipazione in ‘Stradablu’ minoritaria e ‘finanziaria’, senza coinvolgimento nella gestione. Dalle visure camerali, si scopre però che la partecipazione è del 44,62%. Tra i proprietari della ‘21 Investimenti’ con il 56% dei Benetton c'è anche il 10% della Fininvest di Berlusconi”. In realtà la società finanziaria 21 Investimenti gestisce un fondo (il Fondo Giada) che detiene il 28% (non il 44% come sembrava in un primo momento) di StradaBlu, società che ha armato la nave in questione. I Benetton hanno precisato che si trattava solo di ospedali da campo (Altreconomia, aprile 2003).
Ma la beffa viene con la domanda sui Mapuche argentini. Chiede Di Vico: Intanto i no global continuano a prendersela con lei per le terre dei Mapuches che ha comprato in Patagonia. “Noi abbiamo comprato da una società argentina che esisteva da oltre 110 anni, risponde Benetton. Abbiamo cercato un dialogo coi Mapuches e offerto
