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Tav Torino-Lione: compra un posto in prima fila
Il movimento NOTAV sta diffondendo una forma di azionariato attivo nei territori initeressati dalla nuova linea AV Torino-Lione, in particolare in Val di Susa. L’iniziativa, denominata "Compra un posto in prima fila", può essere sostenuta da tutti. Riportiamo di seguito le informazioni essenziali per aderire.
La proposta
Acquistare
L’obiettivo
Questo azionariato diffuso renderebbe non impossibile ma molto più complesso l'esproprio. Si tratta di un'azione di protesta nonviolenta: gettare sabbia negli ingranaggi del potere.
Scadenza
Abbiamo tempo SOLO fino al 20 di Marzo, quindi è URGENTE
L'atto notarile: un'occasione per manifestare
L'appuntamento del movimento NOTAV per
Il modulo da scaricare e riempire
http://www.spintadalbass.org/images/MODULOPrimaFila.pdf
Come fare per sottoscrivere l'opzione di acquisto
Chi intende acquistare il suo posto in prima fila deve:
- prevedere di venire in Val di Susa il 30 Marzo 2008 per l'atto di acquisto vero e proprio e darci nel frattempo la possibilità di preparare i necessari documenti.
- Scaricare il modulo di adesione e compilarlo.
- Fare una fotocopia della carta di identità (fronte e retro) e del codice fiscale (tesserino o tessera sanitaria).
- Effettuare un versamento di 15 € sul conto corrente postale n. 87461042 intestato MEYER - PERINO (causale "Posto prima fila").
- Spedire per posta il modulo di adesione (compilato e firmato), la fotocopia dei documenti e la ricevuta del versamento a: Punto informativo NO TAV - NO TIR via Levis 14 10050 Chiomonte (TO).
- Per partecipare alla "prima chiamata" (l'atto di acquisto vero e proprio) le adesioni dovranno pervenire il più presto possibile e comunque non oltre il 20 Marzo.
- Indicare chiaramente nel modulo i riferimenti (telefono, email) per essere contattati e tenersi informati sui siti NOTAV (www.notavtorino.org, www.notav.eu).
Per ulteriori informazioni: http://www.spintadalbass.org/
Diga di Ilisu: scriviamo il nostro No a Unicredit
Ad Ankara una folta delegazione ha consegnato agli ambasciatori di Germania, Svizzera e Austria 1.300 lettere firmate da altrettanti cittadini a rischio sfollamento a causa della realizzazione della diga di Ilisu sul fiume Tigri, nel Kurdistan turco. Con tali lettere viene richiesto ai governi di questi paesi di ritirare le garanzie di credito già concesse dalle rispettive agenzie di credito all’export (ACE) nel 2007 alla austriaca Andritz AG, alla svizzera Alstom e alla tedesca Zueblin, imprese europee incluse nel consorzio che realizzerà l’opera. Tali garanzie sono state concesse nonostante i 150 punti critici individuati dalle stesse ACE, sulla base dei quali si dovranno apportare sostanziali modifiche al progetto, nel disperato tentativo di adeguarlo agli standard internazionali. Inoltre, i cittadini dell’area dichiarano che nel caso in cui la realizzazione del progetto Ilisu abbia luogo e le persone siano costrette a lasciare i luoghi d’origine, esse giungeranno in Germania, Svizzera e Austria e formuleranno richieste di asilo politico
Tale responsabilità ricadrà anche sul gruppo UniCredit che - attraverso la controllata austriaca Bank Austria Creditanstalt - contribuirà alla realizzazione dell’opera con un finanziamento di 280 milioni di euro. E’ per questo negli ultimi mesi un ampio cartello di associazioni italiane si è mobilitato affinché UniCredit esca dal progetto, così da scongiurarne la realizzazione.
Come ben evidenziato dai firmatari, tale progetto - se realizzato - porterebbe serie negative conseguenze alle loro esistenze, così come già sperimentato nel caso di altre dighe attive nel Kurdistan turco. Dichiarano, inoltre, che l’area - per migliorare le condizioni di vita di chi l’abita - non ha necessità di tale infrastruttura, ma piuttosto di investimenti per dare maggiore impulso ad un turismo ecologico e culturale, nonché all’attività agricola e all’allevamento.
Si ricorda che la diga di Ilisu - oltre allo sfollamento di più di 50.000 persone - sommergerà numerosi siti archeologi tra cui il sito Hasankeyf, cui l’essere considerato sito di importanza prioritaria dalla stessa Turchia non gli varrà
Vi invitiamo quindi a scrivere a Unicredit il messaggio che segue, da inviare a: info@unicreditgroup.eu
Vi scrivo per esprimere il nostro totale disaccordo, come Coordinamento Nord Sud del mondo, sul finanziamento di 280 milioni che il gruppo Unicredit intende concedere per contribuire alla costruzione della diga di Ilisu sul fiume Tigri, nel Kurdistan turco, per i motivi che certamente conoscete: il progetto è totalmente inadeguato agli standard internazionali e provocherà immensi danni ambientali, culturali e soprattutto umani (50mila sfollati senza compensazioni adeguate), oltre
Nome e Cognome
Tutti a Vicenza
Invito tutti i lettori di questo blog alla manifestazione di sabato 15 dicembre a Vicenza. Penso sia importante partecipare in tanti: la lotta dei vicentini per evitare la costruzione di una nuova base militare americana ci riguarda tutti. Come spiega il comunicato di Rete Lilliput, ci riguarda perchè:
- è legata a progetti di guerra permanente ed è destinata a contribuire a nuove guerre nel Medio Oriente e nell'Africa, allargando sempre più i confini dei conflitti armati......
- il 41% dei soldi necessari per i lavori saranno presi dalle nostre tasche, infatti il finanziamento per la nuova struttura militare è stato inserito nella Legge Finanziaria 2008
- il Governo italiano, anzichè attuare il programma dell'Unione che prometteva iniziative per la riduzione della spesa per armamenti, conferma e aumenta con
Inoltre la richiesta di Moratoria (sospensione dei lavori) è stata avanzata dall'intero movimento la scorsa domenica 2 dicembre invitando tutte le forze politiche del centro-sinistra a rispettare gli impegni presi con gli elettori per attivare le procedure per la convocazione della seconda conferenza nazionale sulle servitù militari, come previsto dal programma dell'Unione.
Per chi volesse saperne di più abbiamo organizzato a Milano un incontro di approfondimento martedì 11 dicembre. Di seguito il programma dell’incontro milanese e del week end a Vicenza.
MARTEDI' 11 DICEMBRE ore 21.00
c/o Sala Guicciardini, via M.Melloni 3, Milano
Incontro Pubblico
Tutte/i a Vicenza città di pace. No alla nuova base Usa. No alle spese militari
Intervengono:
* Olol Jackson - Presidio Non Dal Molin, Vicenza
* Jakub Hornacek - Iniziativa contro le basi, Repubblica Ceca
* Josef Hala - Sindaco di Jince (Repubblica Ceca)
*
Introduce
Organizzano: Attac Milano, Salaam Ragazzi dell'Olivo, SdL intercategoriale, Coord. Pace Cinisello Balsamo, Associazione per
Per informazione sulla partecipazione a Vicenza - 333.4665107
PROGRAMMA 3 GIORNI EUROPEA (IN AGGIORNAMENTO)
Venerdì 14 dicembre 20.30
Convegno:
“Panoramica sulla presenza militare USA e NATO in Europa e sui movimenti che si oppongono all’espansione militare”
Interverranno:
- Hans Lammerant – Belgio (www.vredesactie.be - www.bombspotting.be )
- Rappresentanti di gruppi e movimenti dalla Germania, dalla Rep. Ceca, dall’Ungheria, dalla Polonia e dagli USA.
Luogo di svolgimento:
Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa a Vicenza,
Via Ponte Marchese 1, 36100 Vicenza
RELIGIONI E PACE
respirare la pace per dare fiato alle motivazioni profonde di un impegno comune
introduce Dario Vivian
ore 18,00 - 19,30: confronto e ascolto...
testi, musiche e testimonianze dalle differenti tradizioni religiose
ore 19,30 - 20,30: ascolto e preghiera...
le beatitudini di Gesù di Nazareth, vangelo disarmante e disarmato
ore 20,30 - 24,00: preghiera e silenzio...
possibilità di sostare nella chiesa aperta fino a mezzanotte
Chiesa di S. Carlo al Villaggio del Sole –
Sabato 15 dicembre 14.00
MANIFESTAZIONE DEI CITTADINI EUROPEI
Concentramento P.le Stazione FS Mappa
Domenica 16 dicembre 14.00-19.00
Tavole rotonde parallele con i rappresentanti dei vari movimenti:
1. Focus su “Situazione politica e movimenti di opposizione in USA”
2. Focus su “Situazione nell’Europa dell’est”
3. Focus su “Situazione in Germania”
4. Focus su “Esperienza in Italia del Patto di Mutuo Soccorso”
Luogo di svolgimento:
Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa a Vicenza,
Via Ponte Marchese 1, 36100 Vicenza
Il programma definitivo e altre iniziative saranno comunicate nei prossimi giorni. Per info: http://www.nodalmolin.it/.
Abbiamo bisogno di sapere chi ha bisogno di ospitalità per organizzare i posti letto in abitazioni private e in altre strutture. Scrivere a 15dicembre@nodalmolin.it - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Vi chiediamo, inoltre, di segnalarci chi organizza pullman e/o treni per poterli segnalare sui nostri siti e a chi ci chiede informazioni (organizzatore - luogo di partenza – contatto)
Vi manderemo al più presto il programma completo e tutte le indicazioni per raggiungere Vicenza, i parcheggi, etc.
Se volete ricevere i manifesti ve li possiamo inviare, tramite corriere, con spedizione a carico del destinatario. Scrivere a 15dicembre@nodalmolin.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Email di riferimento: adesioni: comunicazione@nodalmolin.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
informazioni, ospitalità: 15dicembre@nodalmolin.it - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Vicenza: non alla bonifica a uso militare. Facciamo pressione sulla Strago Srl
Pubblichiamo di seguito l’appello della Rete Lilliput di Vicenza per fare pressioni sulla Strago perché rinunci alla bonifica per l’allargamento della Base Militare Usa.
AIUTACI ANCHE TU A BLOCCARE I LAVORI DI BONIFICA BELLICA ALL'AEROPORTO DAL MOLIN DI VICENZA PER
TELEFONA, MANDA FAX O EMAIL ALLA DITTA "STRAGO SRL" DI POZZUOLI (NAPOLI) INFORMATI, CHIEDI CHE RECEDA DAL CONTRATTO E CHE SI RITIRI DAI LAVORI FINTANTOCHE' L'AREA INTERESSATA NON VENGA DESTINATA AD USI CIVILI.
***TELEFONA ANCHE TU!***: DALLE ORE 8.00 ALLE ORE 19.00 E OGNI GIORNO SUCCESSIVO
Tel: 081 - 5240611 Fax: 081 - 5264583; Geom. Massimo Morici - 081 524 0618 morici@strago.it
SE LO FAI NOTIFICALO con un email a: mailto:PIPPOMAGNA@LILLINET.ORG; OPPURE UN SMS AL NUMERO: 335 72 660 97 ***E' IMPORTANTE!***
CONVINCI almeno altre 5 persone a fare lo stesso, se ti serve documentazione in più faccelo sapere, saremo felici di risponderti.
Concedici 5 minuti per spiegarti di cosa si tratta...
Lo sminamento fa parte, ed è il primo tassello, nella costruzione di una NUOVA BASE OPERATIVA SETAF (Militari USA) presso l'aeroporto stesso.
E' molto complesso da spiegare in un email tutti i dettagli realtivi a quest'opera nefasta, fattostà che la sua realizzazione è una autentica tragedia per la provincia di Vicenza e in seconda istanza anche per Padova e Rovigo ma soprattutto per la Pace Mondiale.
MOTIVAZIONI DELLA PROTESTA (è solo una breve sintesi, per ognuna delle motivazioni riportate possiamo fornire un'ampia e dettagliata documentazione):
Chiediamo un immediato ritiro dai lavori di bonifica dell’aeroporto Dal Molin poiché l’opera è altamente lesiva:
1- Dei delicati equilibri idrogeologici della falda acquifera che fornisce acqua di grande qualità ad almeno 3 province.
2- Della già compromessa urbanizzazione della città di Vicenza. E dei suoi sottoservizi (acqua, luce e gas).
3- Della sicurezza degli abitanti di Vicenza e ancor di più di quelli della zona limitrofa.
4- Della (negata) partecipazione dei Vicentini a scelte prese sopra le loro teste e destinate a sconvolgere le loro vite.
5- Della Pace Internazionale, della legalità e della sovranità nazionale calpestata da accordi internazionali mai passati per l’
PERCHE' UNA PROTESTA COSI' DIRETTA?:
Ricordiamo che nessuno ha nulla contro i lavoratori della Strago Srl, che hanno tutto il diritto di cercare lavoro come meglio credono, ma al tempo stesso noi Vicentini abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci da un'aggressione esterna e da chiunque ne sia coinvolto.
Nel pieno rispetto dei lavoratori della Strago Srl quindi ricordiamo che l'unica difesa che conosciamo è quella NONVIOLENTA, anche se ferma e magari impopolare.
Perché una ditta con un curriculum d’eccezione per quel che riguarda le proprie competenze dovrebbe adoperarsi per un lavoro necessario ad un’opera tanto iniqua e lesiva?
Dal sito della STRAGO srl si legge che la ditta esegue lavori e servizi dedicati alle opere d’arte, alla sicurezza, alle infrastrutture dei sottoservizi urbani, tutte opere utili e diffuse sull’intero territorio Italiano.
Perché deturpare la propria reputazione su scala nazionale una volta rivelata la compartecipazione al progetto per sconvolgere Vicenza?
Il valore di una ditta si riconosce anche dalle scelte etiche e morali che è in grado di mettere in campo e da quanto le sa valorizzare.
CHIEDIAMO:
1- SI’ alle bonifiche a scopi civili e NO a quelle con scopi militari.
2- la completa non-collaborazione della STRAGO srl alla realizzazione di un opera di guerra.
3- l’obiezione di coscienza dei lavoratori della STRAGO srl
RETELILLIPUT - NODO DI VICENZA (ADERENTE AI "MOVIMENTI NO DAL MOLIN").
Derivati ed Enti locali: scopriamo le carte
"A carte scoperte!", è questo il nome della Campagna lanciata dall'Associazione finansol.it affinché gli Enti Locali e Regioni rendano trasparente l'utilizzo dei derivati, ovvero di quegli strumenti finanziari il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni come azioni, indici, valute, tassi, ecc. Un fenomeno dalle dimensioni e dalle implicazioni preoccupanti che, solo grazie ad una recente inchiesta della trasmissione Report, è balzato all'attenzione dell'opinione pubblica. Per aderire alla Campagna "A carte scoperte", aperta ai singoli cittadini e alle organizzazioni della società civile è sufficiente visitare il sito www.finansol.it.
I numeri di un fenomeno preoccupante e gli strumenti per agire finansol.it è attiva nel nostro paese nella promozione della finanza solidale e oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, mette a disposizione di cittadini, amministratori e organizzazioni della società civile informazioni sui derivati e i loro rischi; una petizione sottoscrivibile on line; una bozza di mozione da presentare nelle assemblee elettive per fare luce su un fenomeno che, a fine 2006 per il Ministero del Tesoro, vede esposti gli Enti Locali e le Regioni italiane per 13 miliardi di euro, ma che secondo finansol.it arrivano a 33 (calcolando il peso delle banche estere, dunque non registrate dalle istituzioni italiane di controllo). A fine agosto, secondo Banca d'Italia, il valore di mercato dei derivati in tasca agli Enti Locali era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese.
«Inutile dirlo - continua Gallicani - ma le uniche a guadagnarci da questa roulette sono le banche; il loro saldo netto è di 1 miliardo di euro mentre le società, sia quotate che non, ne perdono quasi 5 e gli enti locali 1». Due terzi di queste perdite sono in capo ai Comuni, un quarto alle Regioni e il resto alle Province.
L’Africa non è in vendita! 19 aprile Giornata di azione globale sugli EPAs
L’Europa sta negoziando con molta discrezione con 77 sue ex colonie di Africa, Caraibi e Pacifico gli Accordi di Partenariato Economico (EPAs), accordi commerciali che vogliono aprire ai nostri prodotti la maggior parte dei mercati di questi Paesi, in particolare agricoli e industriali, senza tener conto delle conseguenze. Qualcuno in Italia se n’è accorto?
Erano nati come accordi di cooperazione, ma i Paesi ricchi, primi fra tutti quelli dell’Unione europea, si ostinano a pensare che la priorità dell’Africa stia nell’integrazione nei mercati globali, nonostante gli evidenti fallimenti delle politiche di libero commercio nel portare un accresciuto benessere in ogni contesto e per tutte le fasce della popolazione. Un’evidenza che diventa drammatica nel caso dei Paesi africani, gli unici ad aver applicato con rigore negli ultimi due decenni le ricette di aggiustamento strutturale e di liberalizzazione imposte dalle istituzioni finanziarie internazionali, con risultati economici e sociali fallimentari e una povertà in aumento.
Per questo da Londra a Dakar, da Berlino a Milano gruppi di attivisti in più di 20 Paesi dei 4 continenti si mobilitano per “svegliare l’Europa”, e in Italia parte la nuova campagna L’Africa non è in vendita!
Giovedì 19 aprile 2007 dalle ore 11.30 in Italia ci saranno presidi a Milano in Via Solferino 40, MM2 Moscova; a Roma in Via di S.Martino della Battaglia 4, zona Villa Borghese; a Napoli in Via Francesco Crispi 69. Ogni partecipante è invitato a portare sveglie, campanelli, trombe, pentole, tamburi e tutto ciò che può fare rumore (molto rumore), allo scopo di dare simbolicamente all'Unione Europea il messaggio di svegliarsi, e di adottare dei negoziati più equi. Verrà preparata una grande Africa in cartone da vendere ai passanti, proponendo loro di firmare un contratto di “svendita” del continente acquistando le sue risorse, sfruttando la sua forza lavoro e conquistando i suoi mercati. Promotori della campagna: Beati Costruttori di Pace, Campagna EuropAfrica, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Centro Internazionale Crocevia, Fair, Legambiente, Mani Tese, Rete di Lilliput, Terra Nuova, Tradewatch, WWF Italia.
Un blog per la finanza etica
Segnaliamo l’interessante blog sulla finanza etica: http://www.finansol.it/, per chiunque voglia conoscere questo mondo, riflettere e dibattere. Visitatelo.
Made in… camorra
Ovvero la camorra nel tessile. Leggete questo libro bellissimo e coraggioso, di autentica denuncia e passione civile e scoprite come il "sistema" camorristico ha saputo potenziarsi ed espandersi capillarmente grazie alla gestione delle merci, che partono dalla Cina o dal Bangladesh, arrivano nel porto di Napoli, la porta per l'Europa e lì scompaiono: si, perchè diventano merce fantasma, che sfugge al controlli doganali e non paga tasse, per farsi materia prima pronta per la contraffazione e la produzione nei laboratori in nero collocati in palazzi sventrati del napoletano, perfettamente organizzati per il confezionamento di tessile per tutti i mercati. Le merci fantasma cucite da lavoratori fantasma arrivano nei nostri outlet, nelle catene distributive di tutto il mondo, sui marciapiedi gestiti dagli ambulanti e persino sul corpo prestigioso di Angelina Jolie. Cinesi che fanno concorrenza ai cinesi, merci che comprano tutti e che alla fine diventano rifiuti, tossici e buoni da interrare ovunque capiti, dando vita a terreni edficabili dalle imprese del cemento del "sistema".
Roberto Saviano è stato messo sotto scorta per quello che ha scritto e per aver sfidato la cultura camorristica mettendo in chiaro meccanismi, nomi e cognomi, collusioni con i poteri forti e con le economie legali. (Da: Campagna abiti puliti)
Per questo vi invitiamo ad inviare una e-mail di solidarietà a Roberto Saviano indirizzata a: iostoconroberto@giosef.it
Il blog in suo sostegno lo trovate su http://www.iostoconroberto.blogspot.com
Ecco il testo:
Esprimo sincera solidarietà a Roberto Saviano; chiedo alle istituzioni ed alle imprese che operano con onestà di fare sentire la voce di una società che non intende piegarsi alle leggi mortali e immorali della camorra e di tutte le mafie attraverso comportamenti concreti, a partire dalla difesa di coloro che hanno il coraggio della denuncia e dall'assunzione in prima persona di comportamenti responsabili e trasparenti.
Firma
Acqua: Milano verso la privatizzazione
La sindaca di Milano ha annunciato la volontà di collocare la SPA Metropolitana di Milano (MM) dentro AEM Azienda Energetica Milanese. Con questa operazione si dà il via alla privatizzazione del servizio idrico integrato della città. Tradotto: si privatizza l’acqua dei rubinetti milanesi. L’acquedotto milanese, la cui natura giuridica era quella pubblica della municipalizzata direttamente amministrata dal Comune, in virtù della legge Galli, del clima di liberalizzazioni e dell’art. 35 della finanziaria 2002, fu da Albertini conferito alla SPA della MM la cui natura è privatistica anche, se fortunatamente il pacchetto azionario è al 100% nelle mani del Comune.
Con il passaggio a AEM, la quale come si sa ha ripetutamente messo in vendita quote del proprio pacchetto azionario, privatizzandone sostanzialmente il 66%, MM risulterebbe automaticamente privatizzata. L’affidamento al privato è scavalcato di fatto, risulterebbe già designato senza dover espletare alcuna gara per sceglierlo, come prevedono la legge e le direttive sulla concorrenza. Questo è l’aspetto essenziale.
In contemporanea, la Moratti e Corsini, sindaco di Brescia, hanno dichiarato di voler procedere alla fusione di AEM con ASM di Brescia, inglobando in questa operazione anche AMSA la ex municipalizzata dei rifiuti milanese. Si darebbe così vita ad una multiutility dalla natura giuridica e gestionale decisamente privata e dal pacchetto azionario misto pubblico-privato, nella quale il pubblico viene cooptato all’attività finanziaria. Una Spa di dimensione regionale capace di attrarre le altre realtà d’ambito della regione e consistentemente forte da qualificarsi sul mercato nazionale ed internazionale ed agire in tal senso.
Infine l’11 di Agosto la Regione Lombardia ha votato la legge 18 che definisce il servizio idrico: Un servizio di carattere economico; rientra così in quei servizi da liberalizzare e immettere nel mercato. Ha stabilito, in barba alla legge nazionale, che a partire dall’11 di Agosto 2006 gli Ato che non hanno ancora effettuato gli affidamenti devono andare a gara e non possono scegliere la gestione in house. Viene fatta una deroga particolare per la città di Milano, per permetterle di violare ogni normativa e effettuare l’assorbimento di MM in AEM e successivamente di AEM in ASM. In seguito a tutto ciò Milano e la regione diventano un caso politico, un qualcosa che non esiste da nessun altra parte del paese e fuori da ogni legge o direttiva e dallo stesso disegno di legge Bersani Lanzillotta che stabilisce che il servizio idrico italiano non è soggetto alle liberalizzazioni.
Per questo sono invitate tutte le organizzazioni sociali e gli individui sensibili al problema martedì 3 ottobre alle ore 18 presso la Camera del lavoro di Milano – corso di Porta Vittoria 43 - per definire un percorso di iniziative centrali e decentrate contro la privatizzazione. (Fonte: Emilio Molinari, Comitato italiano contratto mondiale sull’acqua)
Il governo di Singapore vieta l’ingresso a 5 organizzazioni in occasione del vertice di Fmi e Bm, tra cui l’italiana Crbm
Mercoledì scorso il governo di Singapore ha comunicato alla Banca mondiale che circa 20 persone di 5 organizzazioni della società civile internazionale: CRBM (Campagna per la riforma della Banca Mondiale,
http://www.crbm.org/modules.php?op=modload&name=Alerts&file=index&fct=f&a=18